Idromele

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L’Idromele è una bevanda fermentata a base di miele. Il processo per produrlo è simile a quello della birra, però gli unici ingredienti usati sono acqua e miele. Anche se erroneamente molti associano il nome ad un fermentato di mele (che in realtà è il Sidro, bevanda completamente diversa) la parola Idromele deriva dal Greco hýdor "acqua" e méli "miele”.

È conosciuta come la bevanda più antica del mondo, infatti non si sa esattamente in che anni è stato prodotto per la prima volta; conosciamo un idromele dell'antico Egitto attorno al 3500 a.C., quello dell'antica Grecia, il "Melikraton", uno dell'Inghilterra celtica, l'idromele della Scandinavia vichinga, quello degli antichi slavi e probabilmente ne esistono e ne sono esistiti molti prodotti anche in altri luoghi.

In antichità il miele venne usato come conservante, perciò era abitudine tenerne delle importanti quantità dissciolte nell'acqua. Restando lì in condizioni favorevoli, nacque spontaneamente l’Idromele. Per questo motivo al Nord fu battezzato la bevanda degli Dei, perché gli sembrava che quel miele che improvvisamente si trasforma in una bevanda buona ed inebriante fosse un regalo degli Dei.

Infatti l'idromele aveva una grande importanza nella cultura norrena (scandinava) precristiana; nella letteratura e nella mitologia viene rappresentata come la bevanda dei re, la preferita del dio Odino e di altre creature sovrumane.

Da allora fino al medioevo è sempre stato di grande importanza, soprattutto per festeggiamenti, riti religiosi, ecc.

 

Quando fu inventata la birra, bevanda di più facile produzione e con materie prime più economiche, questa, un po’ alla volta, rimpiazzò l’antica bevanda degli Dei. Ad ogni modo dal medioevo fino ad oggi è sempre stato prodotto ed apprezzato, soprattutto nel nord Europa, ma un po’ anche in tutto il resto del mondo.

 

La produzione dell'idromele è semplice ma non facile.

A seconda delle condizioni in cui fermenta può avere gusti e gradazioni alcoliche molto diverse. Il lievito trasforma lo zucchero del miele in alcool,

e i prodotti di questa trasformazione danno all'idromele il suo gusto tipico.

A seconda del rapporto tra miele ed acqua cambia anche la fermentazione.

Se viene fatta correttamente, il lievito muore alla fine della fermentazione e per questo l'idromele dura molto tempo. Se invece non muore tutto, l'idromele può avariarsi in breve tempo.

La sua produzione richiede molta esperienza e una costante supervisione, e come il vino anche l’Idromele va conservato in una botte di legno.

 

Il prodotto finale può avere una gradazione alcolica da 7° a 18°, però solitamente va da 10° a 16°.

Essendoci molti tipi di mieli diversi, con gusti, colori e consistenze diverse, anche l’Idromele può avere molte varietà (vedi pag. 5 nel catalogo). In alternativa è possibile ottenere tanti tipi diversi tramite l’aggiunta di succhi, erbe e spezie, aromi, o perfino altre bevande (come il vino di fragola) al prodotto finale.

Questa bevanda è adatta al consumo freddo, a temperatura ambiente, o riscaldato. Si presta bene per accompagnare un pasto salato o dolce, come bevanda da godersi in compagnia e perfino per alcune preparazioni culinarie.

L'idromele classico si conserva come minimo un anno, ma in realtà anche molto più a lungo. Una volta aperto, è bene tenerlo in frigo e consumarlo entro un mese circa. I prodotti contenenti succo di frutta, avendo una gradazione alcolica molto più bassa, sono più delicati. Da chiusi durano anch'essi un anno, ma una volta aperti durano più o meno come un vino, quindi circa 1-2 settimane, poi incominciano a fermentare. Sia da aperto che da chiuso è bene tenerlo al fresco.

Quelli più comuni però sono l’Idromele classico e quello con l’aggiunta di succo di ciliegia, chiamato solitamente sangue degli dei, sangue di odino o sangue dei vichinghi.

 

Le frodi purtroppo non sono rare con questo prodotto. Oggigiorno molti si improvvisano commercianti di idromele senza avere la giusta esperienza, per cui molti di questi "idromeli" non sono affatto idromeli. Il nome purtroppo non è protetto, e quindi per scopi commerciali alcune persone vendono delle bevande alcoliche che non hanno nulla a che fare con l'idromele, chiamandole però così, e aumentando il prezzo. Come per esempio succede con la grappa al miele, il vino al miele, o dell’idromele fatto con acqua, miele e alcol senza il processo di fermentazione.

Per questo noi vi forniamo con dell’Idromele proveniente direttamente dal nord della Germania, da un azienda tradizionale che ad oggi è uno dei più grandi produttori di questa bevanda antica.

Era tradizione in molte parti d’Europa che alle coppie appena sposate fosse regalata una bottiglia d’Idromele. Questa era destinata a durare per il primo mese di matrimonio, come incentivo alla procreazione. Essendo a conoscenza del suo contenuto alcolico, che ha un effetto tonico/energetico, la regalavano per dare alla coppia la giusta energia e lo stimolo per i loro primi rapporti in senso fisico.

Siccome all’epoca non esistevano i calendari, il tempo era misurato in base ai corpi celesti. Così, quello che noi chiamiamo un mese, era definito una “luna”. E visto che nella prima “luna” dopo il matrimonio c’era l’usanza di bere questa bevanda proveniente dal miele, fu chiamata “luna di miele”. Ecco come ancora oggi, in tutto il mondo, parliamo di questa antica tradizione senza neanche accorgercene.

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